Spaghetti alla gravunaro, l’antica ricetta napoletana

Maria Di Maria
5 Min

Spaghetti alla gravunaro, l’antica ricetta napoletana

Gli spaghetti alla gravunaro sono uno di quei piatti napoletani poco conosciuti che meritano di essere riscoperti. Quando ho incontrato questa ricetta per la prima volta, mi ha subito conquistata per la sua semplicità: bastano pochi ingredienti della dispensa per preparare un primo piatto saporito, profumato e davvero irresistibile.

Il termine napoletano “gravunaro” indicava il carbonaio, cioè il venditore ambulante di carbone che un tempo attraversava i vicoli della città con i suoi pesanti sacchi. Secondo la tradizione, questa pasta veniva preparata per rifocillare i carbonai dopo una lunga giornata di lavoro.

La ricetta può presentare alcune differenze da una famiglia all’altra. Gli ingredienti fondamentali sono alici, olive nere, capperi, aglio e peperoncino. I pomodori secchi, presenti in alcune versioni più moderne o elaborate, sono invece facoltativi. Il condimento resta bianco e viene completato con mollica di pane croccante oppure con un tarallo napoletano sbriciolato.

Spaghetti alla gravunaro, l’antica ricetta napoletana

Spaghetti alla gravunaro, l’antica ricetta napoletana

Ingredienti per 4 persone

  • 400 g di spaghetti o spaghettoni
  • 6 filetti di alici sott’olio
  • 100 g di olive nere, preferibilmente di Gaeta
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 peperoncino
  • 4 pomodori secchi sott’olio, facoltativi
  • 1 ciuffo di prezzemolo fresco
  • 4 cucchiai di mollica di pane raffermo oppure 1 tarallo napoletano
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.

Preparazione degli spaghetti alla gravunaro

Per prima cosa sciacquate accuratamente i capperi sotto l’acqua corrente per eliminare il sale in eccesso. Snocciolate le olive, se necessario, e tagliatele grossolanamente. Se avete deciso di utilizzare i pomodori secchi, scolateli bene dall’olio e riduceteli a pezzetti.

Versate un giro generoso di olio extravergine d’oliva in una padella capiente. Aggiungete gli spicchi d’aglio e il peperoncino, quindi lasciateli soffriggere dolcemente senza farli bruciare.

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Unite i filetti di alici e fateli sciogliere a fiamma bassa, mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungete le olive nere, i capperi e, facoltativamente, i pomodori secchi. Lasciate insaporire il condimento per alcuni minuti.

Nel frattempo, cuocete gli spaghetti in abbondante acqua leggermente salata. Fate attenzione con il sale perché le alici, i capperi e le olive sono già molto saporiti.

Scolate la pasta molto al dente, conservando una tazza della sua acqua di cottura. Trasferite gli spaghetti direttamente nella padella e fateli saltare con il condimento. Aggiungete poca acqua di cottura alla volta e mantecate fino a ottenere un fondo ben legato e avvolgente.

In una padellina a parte fate tostare la mollica di pane con un filo d’olio, fino a renderla dorata e croccante. In alternativa potete utilizzare un tarallo napoletano sbriciolato.

Completate gli spaghetti alla gravunaro con il prezzemolo tritato e la mollica croccante. Serviteli subito, ben caldi.

Consigli e varianti

Per rispettare il carattere rustico della ricetta, scegliete olive nere di Gaeta e utilizzate un olio extravergine d’oliva di buona qualità.

I pomodori secchi non sono indispensabili: potete ometterli per ottenere una versione più essenziale e decisa. In alcune varianti vengono aggiunti anche pinoli tostati e una piccola quantità di uvetta, ingredienti che creano un piacevole contrasto agrodolce.

Non esagerate con il sale e utilizzate sempre l’acqua della pasta con moderazione. Il condimento contiene già diversi ingredienti sapidi.

Conservazione

Gli spaghetti alla gravunaro sono migliori appena preparati. Se dovessero avanzare, potete conservarli in frigorifero, all’interno di un contenitore ben chiuso, per un giorno. Prima di servirli, riscaldateli in padella con un cucchiaio d’acqua e un filo d’olio.

Valori nutrizionali indicativi

Una porzione apporta circa 500–530 calorie, a seconda della quantità di olio e di mollica utilizzata. Per rendere il piatto leggermente più leggero potete limitare l’olio, utilizzare tre filetti di alici e ridurre la quantità di mollica croccante.

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Di Maria
Mi chiamo Maria, amo tantissimo cucinare, sono una mamma, una nonna, e porto con me il sapere semplice e prezioso che mi è stato trasmesso dalle donne della mia famiglia. Ho sempre cucinato, raccolto erbe spontanee, preparato infusi e rimedi naturali, e ancora oggi continuo a farlo, con lo stesso rispetto e la stessa meraviglia che avevo da bambina.Questo sito nasce dal desiderio di condividere ciò che ho imparato: ricette autentiche, rimedi della tradizione, e piccoli gesti di cura che si tramandano di generazione in generazione. Ogni articolo che pubblico è frutto della mia esperienza reale, scrupolosamente confrontato con fonti affidabili e supervisionato dalla dott.ssa Maria Di Bianco, laureata con lode in Scienze dell’Alimentazione e in Tecniche Erboristiche.Non sono un medico, né un’erborista, ma una custode della memoria domestica. Quella che sa cosa fare quando un bimbo ha la tosse, quando si raccolgono le noci verdi per fare il nocino, o quando un fiore ti dice che è il momento giusto per essere raccolto.