Pasta con fave e guanciale, la ricetta di mio nonno Giovanni

Maria Di Maria
4 Min

Pasta con fave e guanciale, la ricetta di mio nonno Giovanni

Ci sono piatti che, appena li preparo, mi riportano subito a tavola con i sapori più veri della cucina di casa. Questa pasta con fave e guanciale è una di quelle ricette semplici ma piene di carattere, che mio nonno Giovanni amava perché metteva insieme pochi ingredienti buoni e il gusto pieno delle cose fatte senza fretta. Le fave fresche, la cipolla di Montoro, il guanciale e il pecorino romano DOP bastano davvero per portare in tavola un primo rustico, cremoso e profumato di primavera.

Pasta con fave e guanciale, la ricetta di mio nonno Giovanni

Pasta con fave e guanciale, la ricetta di mio nonno Giovanni

Ingredienti:

  • 320 g di pasta
  • 300 g di fave fresche (peso al netto degli scarti)
  • 150 g di guanciale
  • 1 cipolla di Montoro
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • pecorino romano DOP grattugiato a sentimento
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Queste dosi sono perfette per 4 persone.

Il procedimento

Quando preparo questa ricetta parto sempre dalle fave fresche. Se le compro ancora nel baccello, le sbuccio con calma e controllo che siano tenere. Quando sono piccole e novelle le uso anche senza togliere la seconda pellicina, ma faccio sempre una cosa che in casa mia si è sempre fatta: elimino la piccola estremità in cima a ogni fava, perché può lasciare un retrogusto amarognolo.

Trito finemente la cipolla di Montoro e la lascio andare in un tegame con un filo di olio extravergine di oliva e pochissima acqua. La faccio appassire dolcemente, senza farla colorire troppo, perché deve diventare morbida e quasi cremosa. A questo punto unisco le fave, già lavate, e le faccio saltare a fuoco vivace per pochi minuti. Devono cambiare colore e appena appena aprirsi, ma restare sode e piacevoli sotto i denti. Regolo di sale e pepe e spengo il fuoco.

In un’altra padella faccio rosolare il guanciale tagliato a pezzetti. Lo lascio andare finché il grasso non si scioglie bene e la parte magra non diventa dorata e saporita. Quando è pronto lo scolo dal grasso in eccesso e ne aggiungo metà alle fave, così tutti i sapori iniziano a unirsi. Tengo da parte per il finale l’altra metà.

Nel frattempo lesso la pasta in abbondante acqua salata e la scolo bene al dente, ricordandomi di tenere da parte un po’ di acqua di cottura. Verso la pasta nel tegame con le fave e il guanciale e la faccio insaporire per un momento. Poi spengo il fuoco e aggiungo una generosa manciata di pecorino romano DOP grattugiato insieme a un mestolino di acqua di cottura.

A questo punto arriva il passaggio più importante: la mantecatura. Mescolo con energia fino a ottenere una crema morbida e avvolgente, aggiungendo altra acqua di cottura poco alla volta quando serve. Il risultato deve essere una pasta ben legata, saporita, con il pecorino che avvolge tutto senza diventare asciutto o pesante.

Aggiungo il resto del guanciale e la servo subito, ben calda, con una spolverata finale di pepe nero e ancora un po’ di pecorino romano DOP sopra. È un primo piatto che sa di cucina antica, di stagione e di famiglia, proprio come piace a me.

Questa ricetta si gusta al meglio appena fatta, perché la cremosità è una delle sue caratteristiche più belle. Se dovesse avanzare, consiglio di conservarla in frigorifero per non più di un giorno e di scaldarla in padella con pochissima acqua, così torna morbida senza asciugarsi troppo.

Tempi
Tempo di preparazione: 20 minuti
Tempo di cottura: 20 minuti

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Di Maria
Mi chiamo Maria, amo tantissimo cucinare, sono una mamma, una nonna, e porto con me il sapere semplice e prezioso che mi è stato trasmesso dalle donne della mia famiglia. Ho sempre cucinato, raccolto erbe spontanee, preparato infusi e rimedi naturali, e ancora oggi continuo a farlo, con lo stesso rispetto e la stessa meraviglia che avevo da bambina.Questo sito nasce dal desiderio di condividere ciò che ho imparato: ricette autentiche, rimedi della tradizione, e piccoli gesti di cura che si tramandano di generazione in generazione. Ogni articolo che pubblico è frutto della mia esperienza reale, scrupolosamente confrontato con fonti affidabili e supervisionato dalla dott.ssa Maria Di Bianco, laureata con lode in Scienze dell’Alimentazione e in Tecniche Erboristiche.Non sono un medico, né un’erborista, ma una custode della memoria domestica. Quella che sa cosa fare quando un bimbo ha la tosse, quando si raccolgono le noci verdi per fare il nocino, o quando un fiore ti dice che è il momento giusto per essere raccolto.