OCCHI DI SANTA LUCIA: I DOLCI DEL 13 DICEMBRE 

Maria Di Maria
4 Min

OCCHI DI SANTA LUCIA: I DOLCI DEL 13 DICEMBRE

Gli Occhi di Santa Lucia sono una di quelle ricette che profumano di tradizione, casa e riti antichi. In Puglia si preparano il 13 dicembre, giorno dedicato all’omonima santa, ma ormai sono entrati a pieno titolo tra i dolci natalizi da regalare e da servire durante tutto il mese di dicembre. Si tratta di piccoli taralli dolci realizzati con farina, vino bianco, olio extravergine e spezie profumate, prima cotti in forno e poi immersi in una glassa bianca, il tradizionale gileppo, che li rende croccanti fuori e irresistibilmente zuccherati.

La loro forma ad anello ricorda un occhio, e non è un caso: secondo la leggenda, Santa Lucia donò i suoi occhi a un giovane innamorato che glieli aveva chiesti in segno d’amore. Miracolosamente le ricrebbero ancora più belli, ma quando il giovane le chiese anche la seconda coppia, Lucia rifiutò e venne uccisa. Da allora i suoi occhi sono considerati un simbolo di protezione e buona fortuna. Non stupisce che questi dolcetti siano diventati un amuleto popolare, oltre che una ricetta immancabile nelle cucine pugliesi.

OCCHI DI SANTA LUCIA: I DOLCI DEL 13 DICEMBRE 

Ingredienti

Per circa 20 pezzi

  • Per l’impasto:
  • 250 g di farina 00
  • 80 ml di vino bianco secco (circa)
  • 60 ml di olio extravergine d’oliva
  • 1 pizzico di sale
  • Anice stellato q.b.
  • Semi di finocchio q.b.
  • Cannella q.b.
  • Per la glassa:
  • 250 g di zucchero a velo
  • 40 g di acqua bollente

Il procedimento

Comincio miscelando in una ciotola la farina, il sale e tutte le spezie: un pizzico di cannella, l’anice stellato finemente grattugiato e i semi di finocchio, che donano quel profumo tipico dei dolci pugliesi. Al centro verso l’olio extravergine e il vino bianco, iniziando a lavorare l’impasto finché diventa compatto e omogeneo. Lo avvolgo nella pellicola e lo lascio riposare per una mezz’ora a temperatura ambiente, così diventa più facile da modellare.

Riprendo l’impasto e lo divido in pezzetti da circa 20 g l’uno. Con ogni pezzetto formo un cordoncino liscio, regolare, senza crepe: è il passaggio fondamentale per ottenere occhi perfetti in cottura. Chiudo ogni cordoncino ad anello e li dispongo su una teglia rivestita di carta forno, ben distanziati.

Pubblicità

Cuocio in forno caldo a 180°C per circa 20–25 minuti, finché diventano leggermente dorati ma non scuri. Una volta sfornati, li lascio raffreddare completamente, anche per un’ora: la glassa aderisce solo se sono ben freddi.

Per preparare il gileppo, mescolo lo zucchero a velo con poca acqua bollente, giusto quella necessaria per ottenere una crema densa e liscia. Immergo ogni tarallo completamente nella glassa aiutandomi con due forchette, poi li appoggio su una gratella e li lascio asciugare finché diventano bianchi, opachi e perfettamente ricoperti.

Dopo qualche ora sono pronti da gustare o da confezionare nei classici sacchetti trasparenti.

Tempi

Tempo di preparazione: 30 minuti
Tempo di cottura: 20–25 minuti
Tempo totale: circa 50 minuti

Condividi questo articolo
Di Maria
Mi chiamo Maria, amo tantissimo cucinare, sono una mamma, una nonna, e porto con me il sapere semplice e prezioso che mi è stato trasmesso dalle donne della mia famiglia. Ho sempre cucinato, raccolto erbe spontanee, preparato infusi e rimedi naturali, e ancora oggi continuo a farlo, con lo stesso rispetto e la stessa meraviglia che avevo da bambina.Questo sito nasce dal desiderio di condividere ciò che ho imparato: ricette autentiche, rimedi della tradizione, e piccoli gesti di cura che si tramandano di generazione in generazione. Ogni articolo che pubblico è frutto della mia esperienza reale, scrupolosamente confrontato con fonti affidabili e supervisionato dalla dott.ssa Maria Di Bianco, laureata con lode in Scienze dell’Alimentazione e in Tecniche Erboristiche.Non sono un medico, né un’erborista, ma una custode della memoria domestica. Quella che sa cosa fare quando un bimbo ha la tosse, quando si raccolgono le noci verdi per fare il nocino, o quando un fiore ti dice che è il momento giusto per essere raccolto.