Frittelle di Scarola alla Napoletana: l’antipasto Natalizio per eccellenza

Maria Di Maria
4 Min

Frittelle di Scarola alla Napoletana: l’antipasto Natalizio per eccellenza

Le frittelle di scarola sono uno di quei piatti che raccontano la cucina napoletana più autentica: povera, saporita e irresistibile. Morbide dentro e leggermente croccanti fuori, racchiudono un ripieno profumato di olive, capperi e acciughe, proprio come si preparava una volta nelle case delle nostre nonne. Sono perfette come antipasto, come stuzzico da portare in tavola nelle feste o da gustare semplicemente appena fritte, quando ancora sono calde e sprigionano tutto il loro aroma.

In questa versione, la scarola viene prima ripassata in padella per diventare saporita e ben asciutta, poi unita a una pastella soffice che, dopo la lievitazione, dà vita a frittelle leggere e gonfie. Un piatto semplice, ma di grande soddisfazione.

Frittelle di Scarola alla Napoletana: l’antipasto Natalizio per eccellenza

Ingredienti:

  • 500 g di farina 00
  • 2 cespi di scarola, lavata e tagliata
  • 450 ml di acqua tiepida
  • 12 g di lievito di birra fresco
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olive q.b.
  • Capperi q.b.
  • 2–3 filetti di acciuga
  • Sale e pepe q.b.
  • Olio di semi q.b. per friggere
  • Un filo di olio extravergine d’oliva per la padella

Il procedimento

Per prima cosa mi occupo della scarola. Dopo averla lavata con cura la asciugo bene e la taglio a pezzi regolari. In una padella capiente scaldo un filo di olio extravergine d’oliva e lascio soffriggere lo spicchio d’aglio schiacciato. Quando rilascia il suo profumo, aggiungo olive, capperi e filetti di acciuga. Mescolo finché le acciughe non si sciolgono completamente, poi unisco la scarola. A fuoco medio, rimesto spesso e lascio appassire le foglie. Quando sono morbide, copro con un coperchio e proseguo la cottura per circa venti minuti. Appena risulta cotta e senza liquido di cottura (deve rimanere solo il fondo di olio), la lascio raffreddare molto bene.

Nel frattempo preparo la pastella. Sciolgo il lievito nell’acqua tiepida insieme allo zucchero, poi verso la farina in una ciotola capiente e inizio a incorporare gradualmente l’acqua. Mescolo con energia fino a ottenere un impasto morbido e uniforme. A questo punto aggiungo la scarola ormai fredda (evitiamo quanto più olio è possibile), regolo di sale e pepe e amalgamo con attenzione, affinché il ripieno si distribuisca bene.

Copro la ciotola con pellicola alimentare e lascio lievitare per almeno due ore, finché la pastella non raddoppia di volume e diventa leggera e piena di bolle.

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Quando è il momento di friggere, scaldo abbondante olio di semi in una padella dai bordi alti. Aspetto che sia ben caldo: è fondamentale che inizi a sfrigolare senza fumare. A quel punto prelevo il composto a cucchiaiate e lo tuffo nell’olio, cuocendo poche frittelle alla volta. Le giro delicatamente fino a quando non diventano dorate e gonfie da entrambi i lati.

Una volta cotte, le trasferisco su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Le frittelle di scarola sono irresistibili servite subito, quando sono ancora calde e sprigionano tutto il loro profumo.

Tempi

Tempo di preparazione: 25 minuti
Tempo di lievitazione: 2 ore
Tempo di cottura: 20 minuti

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Di Maria
Mi chiamo Maria, amo tantissimo cucinare, sono una mamma, una nonna, e porto con me il sapere semplice e prezioso che mi è stato trasmesso dalle donne della mia famiglia. Ho sempre cucinato, raccolto erbe spontanee, preparato infusi e rimedi naturali, e ancora oggi continuo a farlo, con lo stesso rispetto e la stessa meraviglia che avevo da bambina.Questo sito nasce dal desiderio di condividere ciò che ho imparato: ricette autentiche, rimedi della tradizione, e piccoli gesti di cura che si tramandano di generazione in generazione. Ogni articolo che pubblico è frutto della mia esperienza reale, scrupolosamente confrontato con fonti affidabili e supervisionato dalla dott.ssa Maria Di Bianco, laureata con lode in Scienze dell’Alimentazione e in Tecniche Erboristiche.Non sono un medico, né un’erborista, ma una custode della memoria domestica. Quella che sa cosa fare quando un bimbo ha la tosse, quando si raccolgono le noci verdi per fare il nocino, o quando un fiore ti dice che è il momento giusto per essere raccolto.