Melanzane sottolio, la ’mpupata di Ferragosto: l’antica tradizione campana per farcire la palatella

Maria Di Maria
6 Min

Melanzane sottolio, la ’mpupata di Ferragosto: l’antica tradizione campana per farcire la palatella

Ci sono ricette che non servono soltanto a portare qualcosa di buono in tavola: custodiscono ricordi, usanze familiari e tradizioni tramandate di generazione in generazione. La ’mpupata è una di queste.

Nelle nostre zone della Campania, in occasione del 15 agosto, giorno dedicato alla Madonna dell’Assunta, si prepara una speciale pagnotta di pane chiamata palatella. La si apre e la si farcisce generosamente con melanzane sott’olio, olive e alici.

Le melanzane, però, non si preparano all’ultimo momento. Secondo la tradizione devono essere sistemate nei vasetti entro la fine di luglio, in modo che abbiano il tempo di riposare e assorbire completamente il profumo dell’aglio, dell’origano, del peperoncino e dell’aceto di vino rosso.

Arrivato Ferragosto, quando apriamo il vasetto, le melanzane sono diventate saporite e profumatissime: perfette per condire la nostra palatella e ritrovare, a ogni boccone, il sapore autentico delle feste di una volta.

Melanzane sottolio, la ’mpupata di Ferragosto: l’antica tradizione campana per farcire la palatella

Melanzane sottolio, la ’mbupata di Ferragosto: l’antica tradizione campana per farcire la palatella

Melanzane sottolio, la ’mpupata di Ferragosto: l’antica tradizione campana per farcire la palatella

Ingredienti

Per preparare le melanzane della ’mpupata procuriamoci:

  • 1 kg di melanzane lunghe e sode
  • Aceto di vino rosso con acidità almeno al 5% q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Olio extravergine d’oliva oppure olio di semi di girasole q.b.
  • Qualche spicchio d’aglio
  • Peperoncino fresco oppure secco q.b.
  • Origano secco q.b.
  • Vasetti sterilizzati con coperchi nuovi
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Per completare la palatella:

  • 1 palatella oppure una pagnotta di pane casereccio
  • Melanzane della ’mpupata q.b.
  • Olive q.b.
  • Alici sott’olio q.b.

Come preparare le melanzane della ’mpupata

Laviamo accuratamente le melanzane, asciughiamole ed eliminiamo soltanto le estremità. Non togliamo la buccia, perché è una caratteristica fondamentale di questa preparazione tradizionale.

Tagliamo le melanzane lunghe prima a fette piuttosto spesse e successivamente riduciamo ogni fetta a bastoncini. Cerchiamo di ottenere pezzi abbastanza regolari, così che possano insaporirsi in maniera uniforme.

Man mano che procediamo, sistemiamo i bastoncini in un recipiente grande e perfettamente pulito. Dopo ogni strato distribuiamo una manciata di sale e mescoliamo con le mani pulitissime, facendo aderire bene il sale su tutte le melanzane.

Una volta terminato questo lavoro, aggiungiamo un po’ di origano, qualche spicchio d’aglio sbucciato e tanto aceto di vino rosso quanto ne occorre per sommergere completamente le melanzane.

Appoggiamo sulla superficie un piatto pulito e sistemiamo sopra un peso, per esempio una o più bottiglie piene d’acqua. La pressione dovrà mantenere le melanzane sempre al di sotto del liquido.

Lasciamole riposare per 24 ore.

Strizziamo e condiamo le melanzane

Trascorso il tempo indicato, preleviamo le melanzane e strizziamole con moltissima cura. Possiamo procedere poco alla volta con uno schiacciapatate oppure con un torchietto adatto agli alimenti.

Alla fine dovranno risultare ben asciutte e prive del liquido in eccesso.

Trasferiamole in un recipiente pulito e condiamole con:

  • aglio tagliato a tocchetti piccoli;
  • peperoncino a rondelle;
  • origano;
  • olio extravergine d’oliva oppure olio di semi.

Mescoliamo accuratamente per distribuire tutti gli aromi.

Come riempire i vasetti

Sistemiamo le melanzane nei vasetti sterilizzati, pressandole poco per volta con un utensile pulito per eliminare le sacche d’aria.

Copriamole completamente con l’olio scelto, lasciando il corretto spazio dal bordo del vasetto. Attendiamo qualche ora e controlliamo nuovamente il livello: se le melanzane hanno assorbito parte dell’olio, rabbocchiamolo. Dovranno restare sempre perfettamente sommerse.

Chiudiamo i vasetti con coperchi nuovi e integri e lasciamo insaporire le melanzane fino al 15 agosto.

La palatella del 15 agosto

Arrivato il giorno della Madonna dell’Assunta, tagliamo la palatella a metà e distribuiamo al suo interno una quantità generosa delle nostre melanzane.

Aggiungiamo le olive e qualche alice sott’olio, quindi richiudiamo la pagnotta e lasciamola riposare brevemente. Il pane assorbirà l’olio aromatico e tutti i profumi della ’mpupata, diventando irresistibilmente saporito.

È una preparazione semplice, rustica e ricca di memoria: una di quelle tradizioni che meritano di essere raccontate e custodite, perché sanno riunire la famiglia intorno alla tavola proprio come accadeva un tempo.

Un’importante raccomandazione per la conservazione

Quello descritto è il procedimento tradizionale della famiglia. Per una preparazione domestica sicura, utilizziamo aceto con acidità dichiarata almeno al 5% e conserviamo i vasetti sempre in frigorifero, anche prima dell’apertura. L’olio, da solo, non rende sicure le verdure e gli aromi conservati.

Le linee guida del Ministero della Salute indicano che le conserve acide o correttamente acidificate possono essere conservate in frigorifero fino a due mesi. Per una conservazione a temperatura ambiente occorre invece seguire un procedimento di acidificazione e trattamento termico con parametri verificati, non affidandosi soltanto alla ricetta tradizionale. Se il coperchio è gonfio, il vasetto perde, compaiono bollicine o si notano alterazioni, non assaggiamo il contenuto e gettiamo tutto. Ulteriori indicazioni sono disponibili nelle Linee guida del Ministero della Salute per le conserve domestiche.

Melanzane sottolio, la ’mbupata di Ferragosto: l’antica tradizione campana per farcire la palatella

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Di Maria
Mi chiamo Maria, amo tantissimo cucinare, sono una mamma, una nonna, e porto con me il sapere semplice e prezioso che mi è stato trasmesso dalle donne della mia famiglia. Ho sempre cucinato, raccolto erbe spontanee, preparato infusi e rimedi naturali, e ancora oggi continuo a farlo, con lo stesso rispetto e la stessa meraviglia che avevo da bambina.Questo sito nasce dal desiderio di condividere ciò che ho imparato: ricette autentiche, rimedi della tradizione, e piccoli gesti di cura che si tramandano di generazione in generazione. Ogni articolo che pubblico è frutto della mia esperienza reale, scrupolosamente confrontato con fonti affidabili e supervisionato dalla dott.ssa Maria Di Bianco, laureata con lode in Scienze dell’Alimentazione e in Tecniche Erboristiche.Non sono un medico, né un’erborista, ma una custode della memoria domestica. Quella che sa cosa fare quando un bimbo ha la tosse, quando si raccolgono le noci verdi per fare il nocino, o quando un fiore ti dice che è il momento giusto per essere raccolto.