La torta di scarola e provola è una ricetta incredibilmente saporita che ricorda la famosissima pizza di scarola napoletana, ma se ne discosta leggermente per la presenza del vino bianco nell’impasto e della provola nel ripieno. Ricchissima di sapore, fragrante e appagante, con una farcitura aromatica e piena, è perfetta per un aperitivo con gli amici, per una cena rustica in famiglia o per una scampagnata fuori porta.
Nonostante sia un vero e proprio capolavoro casalingo, realizzarla non è difficile.
Seguiamo passo a passo tutti i consigli e proviamoci insieme… conquisteremo tutti al primo morso e saremo sommerse da uno scroscio di complimenti!
Torta di scarola e provola: ingredienti e preparazione
Per questa ricetta occorrono:
- per l’impasto:
- 600 gr di farina 00
- 150 gr di semola
- 300 gr di vino bianco
- 145 gr di olio extravergine di oliva
- 1 pizzicotto di sale
- per il ripieno:
- 700 gr di scarola
- 5 o 6 filetti di acciughe sottolio
- una manciata di olive taggiasche
- 20 gr di uvetta
- 40 gr di pinoli
- 1 spicchio d’aglio
- olio extravergine di oliva
- q.b. di peperoncino
- 180 gr di provola dolce
- per spennellare:
- olio extravergine di oliva
- semolino.
Con queste dosi otterremo una torta da 30 centimetri di diametro.
Il procedimento
Dedichiamoci subito all’impasto.
Sciogliamo il sale in un cucchiaio di vino bianco e teniamolo a portata di mano. Sulla spianatoia, formiamo una fontana con la farina e la semola. Versiamo olio e vino bianco rimasto al centro, po iniziamo ad impastare, portando le farine verso il centro in modo che assorbano il liquido. Proseguiamo per 5 minuti, poi aggiungiamo il sale dissolto e continuiamo a lavorare per bene per altri 5 minuti, fino ad ottenere un panetto ben compatto. Filmiamolo con la pellicola alimentare e lasciamolo riposare in frigorifero per mezz’ora almeno, meglio se per un’ora intera.
Nel mentre, occupiamoci del ripieno. Mondiamo la scarola e tagliamola a listarelle.
Facciamo rinvenire l’uvetta in una ciotola di acqua tiepida per qualche minuto, scoliamola e strizziamola. Teniamo tutto a portata di mano.
In una casseruola larga e capiente, facciamo un abbondante giro di olio evo e lasciamo soffriggere il peperoncino, i due spicchi d’aglio interi, sbucciati e schiacciati, le acciughe, le olive e i pinoli. Quando iniziano a sfrigolare, aggiungiamo la scarola, regoliamo il sale e mescoliamo. In ultimo, inseriamo anche l’uvetta. Adagiamo il coperchio e cuociamo a fiamma allegra per un quarto d’ora. La scarola deve ridursi e appassire, lasciando fuoriuscire ed evaporare il liquido di vegetazione. Quando è pronta, togliamo dal fuoco e facciamo intiepidire. Se notiamo un fondo di cottura troppo liquido, trasferiamo tutto in uno scolapasta.
Intanto, ungiamo un ruoto da 30 centimetri di diametro con l’olio evo, spennelliamolo e distribuiamo il semolino per assicurarci una resa rustica e croccante.
L’assemblaggio della torta di scarola e provola
Riprendiamo l’impasto e dividiamolo in due, in modo che una parte sia i ¾ dell’altra.
Stendiamo il panetto più grande sulla spianatoia leggermente infarinata con la farina di semola fino a portarlo ad uno spessore di 4 millimetri. Adagiamo il disco di pasta sullo stampo, facciamolo aderire al fondo e ai bordi ed eliminiamo l’eccesso. Bucherelliamo con i rebbi di una forchetta, poi farciamo con il ripieno e grattugiamo la provola a chiusura. Ora stendiamo il secondo pezzo di impasto portandolo sempre a 4 millimetri di spessore. Adagiamolo sulla torta e sigilliamo i bordi, premendo con i polpastrelli in modo che non fuoriesca la farcitura. Bucherelliamo la superficie per evitare che si gonfi in cottura e per favorire l’evaporazione del liquido interno. Spennelliamola poi con l’olio evo, distribuiamo un po’ di semolino e qualche fiocchetto di sale.
Inforniamo a 200° per 10/12 minuti, sul ripiano più basso. Trascorso questo tempo, abbassiamo la temperatura a 175°, spostiamo la torta sul ripiano mediano e proseguiamo a cuocerla per 35 minuti circa.
Sforniamola quando risulta ben dorata in superficie, lasciamola riposare per una decina di minuti, poi sformiamola e affettiamola.
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