Pangrattato: come conservarlo correttamente

Indispensabile per impanare o per gratinare, il pangrattato è uno di quegli ingredienti di riciclo sempre presenti nelle nostre cucine.

Basta prendere il pane raffermo e tritarlo finemente nel robot da cucina per averlo a portata di mano, ma troppo spesso quando iniziamo a prepararlo, finiamo per averne in esubero!

Come fare allora per conservarlo correttamente e non sprecarlo?

Impariamolo insieme!

La conservazione a temperatura ambiente

Il pane, lo sappiamo bene, teme umidità e calore: sono loro i responsabili della formazione di muffe, soprattutto nei lievitati. Il pangrattato, di conseguenza, essendone una derivazione, va conservato al riparo da questi due elementi atmosferici che ne compromettono la salubrità.

Raccogliamolo semplicemente in un contenitore, rigorosamente di vetro, a chiusura ermetica per scongiurare la contaminazione, meglio se con una guarnizione di gomma o con il tappo a vite, come quello delle conserve. Evitiamo possibilmente la plastica, che potrebbe rilasciare microparticelle e alterarne il sapore.

Inseriamo anche due o tre foglie secche di alloro. Questa pianta aromatica ed officinale gode, giustamente, di grande fama in cucina. Non solo profuma, ma blocca la proliferazione dei batteri.

Riponiamo il nostro barattolo in un luogo fresco e asciutto, meglio se al buio in dispensa: si manterrà inalterato fino a 6 mesi.

Il pangrattato in frigorifero o in freezer

Ovviamente, il pangrattato può essere conservato in frigorifero o in freezer, ma solo mettendo in pratica un’accortezza necessaria al suo corretto mantenimento.

Abbiamo visto che l’umidità rappresenta uno dei fattori più pericolosi per la salvaguardia di questo ingrediente: lo rende molliccio, lo depaupera della sua croccantezza e favorisce la formazione di muffe, anche a basse temperature. Frigorifero e freezer sono entrambi ambienti umidi, ma non solo: gli sbalzi interni dovuti all’apertura e alla chiusura delle porte, possono nuocere al nostro ingrediente.

Prima di riporlo al loro interno, indifferentemente dal fatto che sia per congelarlo o semplicemente conservarlo, accertiamoci di disporre di una macchina per creare il sottovuoto.

Solo così potremo isolarlo dalla contaminazione ed essere certe di conservarlo correttamente.

In caso contrario, meglio optare la classica dispensa, seguendo le regole che abbiamo appena scoperto insieme.

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