Zeppole: mio marito ne va ghiotto, e io gliele preparo per la festa del papà

Maria Di Maria
5 Min

Zeppole: mio marito ne va ghiotto, e io gliele preparo per la festa del papà

Le zeppole sono uno di quei dolci che, almeno a casa mia, non mancano mai il 19 marzo. Mio marito ne va letteralmente ghiotto e ogni anno, puntuale, mi chiede: “Le fai tu, vero?”. Ormai è diventata una piccola tradizione di famiglia. Profumate di agrumi, morbide dentro e leggermente croccanti fuori, queste zeppole fritte sono un omaggio alla semplicità e alla cucina fatta con amore.

Questa è la mia versione, con un impasto ricco di uova, latte e un tocco di liquore, proprio come si faceva una volta. Il risultato? Zeppole sofficissime, leggere e irresistibili, perfette da passare ancora calde nello zucchero semolato.

Zeppole: mio marito ne va ghiotto, e io gliele preparo per la festa del papà

Ingredienti

  • 1 kg di farina forte W300–W330
  • 4 uova a temperatura ambiente
  • 100 g di strutto 
  • 600 g di latte freddo
  • Scorza grattugiata di 1 arancia
  • Scorza grattugiata di 1 limone
  • Un bicchierino di limoncello
  • 23 g di lievito di birra fresco
  • 150 g di zucchero + q.b. per la finitura
  • Mezzo cucchiaino di sale
  • Olio di semi di arachidi per friggere

Queste dosi sono perfette per ottenere circa 18–20 zeppole di medie dimensioni

Il procedimento

Inizio sempre montando molto bene le uova con lo zucchero, lavorandole per almeno dieci minuti fino a ottenere un composto chiaro, gonfio e spumoso. Questo passaggio è fondamentale perché regala struttura e leggerezza all’impasto.

A parte sciolgo il lievito di birra in poco latte preso dal totale. Continuando a lavorare il composto di uova, aggiungo le scorze grattugiate di arancia e limone, il sale, poi la farina un po’ alla volta alternandola con il latte restante. L’impasto deve risultare morbido ma sostenuto.

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Quando inizia a prendere consistenza, unisco lo strutto a pezzetti, poco alla volta, e continuo a impastare a lungo, alternando velocità media ed energica se utilizzo l’impastatrice. Solo alla fine incorporo il lievito sciolto nel latte e aggiungo a filo il liquore. Lavoro ancora fino a ottenere un impasto liscio ed elastico.

Lascio riposare coperto fino al raddoppio, circa tre ore. Una volta lievitato, faccio qualche piega di rinforzo e lo lascio riposare ancora qualche minuto.

Trasferisco l’impasto su un piano ben infarinato, ne stacco porzioni da circa 80–90 grammi, le schiaccio leggermente con le mani e formo un foro centrale abbastanza ampio. È importante farlo grande, perché durante la seconda lievitazione e in cottura tenderà a restringersi.

Dispongo le zeppole su un piano da lavoro infarinato, copro con un canovaccio pulito e lascio lievitare ancora fino al raddoppio, circa un’ora.

Scaldo l’olio a una temperatura non troppo elevata, intorno ai 150–160°C. Friggo poche zeppole per volta, girandole delicatamente finché risultano ben dorate su entrambi i lati. Devono cuocere dolcemente per restare soffici all’interno.

Le scolo su carta assorbente e, ancora calde, le passo nello zucchero semolato. Servite tiepide sono semplicemente irresistibili.

Consigli per zeppole perfette

  • L’olio non deve essere troppo caldo: una temperatura eccessiva le scurirebbe fuori lasciandole crude dentro.
  • L’impasto deve essere ben lavorato per sviluppare la maglia glutinica.
  • Il foro centrale va fatto più largo di quanto si pensi.

Conservazione

Le zeppole sono perfette appena fatte, ma si mantengono morbide per tutta la giornata se conservate in un contenitore chiuso. Il giorno dopo possono essere leggermente riscaldate per ritrovare fragranza.

Controindicazioni

Essendo un dolce fritto e ricco di zuccheri e grassi, è bene consumarle con moderazione, soprattutto in caso di diabete, ipercolesterolemia o regimi alimentari controllati. La presenza di liquore, seppur in piccola quantità, non le rende adatte ai bambini molto piccoli.

Tempi

Tempo di preparazione: circa 40 minuti
Tempo di lievitazione: circa 4 ore totali
Tempo di cottura: 15–20 minuti

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Di Maria
Mi chiamo Maria, amo tantissimo cucinare, sono una mamma, una nonna, e porto con me il sapere semplice e prezioso che mi è stato trasmesso dalle donne della mia famiglia. Ho sempre cucinato, raccolto erbe spontanee, preparato infusi e rimedi naturali, e ancora oggi continuo a farlo, con lo stesso rispetto e la stessa meraviglia che avevo da bambina.Questo sito nasce dal desiderio di condividere ciò che ho imparato: ricette autentiche, rimedi della tradizione, e piccoli gesti di cura che si tramandano di generazione in generazione. Ogni articolo che pubblico è frutto della mia esperienza reale, scrupolosamente confrontato con fonti affidabili e supervisionato dalla dott.ssa Maria Di Bianco, laureata con lode in Scienze dell’Alimentazione e in Tecniche Erboristiche.Non sono un medico, né un’erborista, ma una custode della memoria domestica. Quella che sa cosa fare quando un bimbo ha la tosse, quando si raccolgono le noci verdi per fare il nocino, o quando un fiore ti dice che è il momento giusto per essere raccolto.